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domenica 19 febbraio 2012 -  ore 18

Nuove polifonie

ARRIGO CAPPELLETTI - pianoforte
ANDREA MASSARIA - chitarra elettrica
ALVISE SEGGI - contrabbasso
GIOVANNI NATOLI - batteria 

Programma:

Andrea Massaria : Intermittenze
Erik Satie (1866-1925) :Vexations
Arrigo Cappelletti :Durate
Andrea Massaria :Orsa Maggiore
Andrea Massaria: Pietre che cantano
Arrigo Cappelletti: Waves
Arrigo Cappelletti: Obbligato
Arrigo Cappelletti: Between B & B
Franz Liszt (1811-1886):Harmonies poetiques et religieuses n.9

Presentazione concerto

Il quartetto propone un jazz contemporaneo aperto ai più svariati influssi, dal tango all'elettronica,da Liszt a Satie, e l'improvvisazione libera vi ha un ruolo preponderante.

Curriculum

Andrea Massaria. Nato a Trieste, ha iniziato a suonare la chitarra classica, specializzandosi nella musica di Heitor Villa Lobos e di J. S. Bach: è l'ascolto di un concerto di Barney Kessel che nel 1990 lo "folgora" (sono parole sue) e gli fa iniziare gli studi jazzistici presso la scuola "Il suono improvviso" di Venezia diretta da Giannantonio DeVincenzo, dove ha la fortuna di trovare come insegnante di chitarra nientemeno che Sandro Gibellini, ben noto al pubblico di Padova Jazz come straordinario chitarrista jazz. Tra i molti docenti americani con cui ha studiato si trovano stilisti assai diversi come Kenny Burrell e Mike Stern, e la sua esperienza nazionale e internazionale ormai da dieci anni forma la base del suo lavoro come didatta a Trieste. Nel 1997 ha vinto uno dei più importanti concorsi europei per chitarristi jazz, quello di Monteroduni intitolato a Eddie Lang, e dopo quel successo ha partecipato ai maggiori festival italiani iniziando a incidere come leader per l'interessante etichetta "Altri Suoni" specializzata nella documentazione del nuovo jazz del Nord-Est del nostro paese. In veste di leader ha registrato con il Newtime Trio ( completato da Danilo Gallo al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria) per l’etichetta "Artesuono" i CD "Giano" e "La vana fuga dagli dei" .

Arrigo Cappelletti nasce a Brunate (Como) il 12.2.49. Dopo una laurea in Filosofia e aver insegnato alcuni anni nei Licei, si è dedicato al jazz realizzando fin’ora ventidue dischi a suo nome di cui almeno quattro (Samadhi, Reflections, Pianure, Terras do risco) hanno avuto importanza nella definizione di una via italiana al jazz fatta di lirismo, introspezione e collegamenti con altre culture. Delle diverse rassegne cui ha partecipato ricordiamo qui: Como jazz meeting (1976, 1996), Festival di Rapallo (1984), Festival jazz in Italia al Capolinea di Milano (1986, 87, 89), VII Festival internazionale del jazz Città di Milano (1988), Festival "I suoni del jazz"(Pavia, 1991), Rassegna jazz a Palazzo Butera (Palermo, 1991), Festival di Pori (Finlandia, 1991), Festival "Sanremo: l’altra musica" (1993), Festival Jazzitalia (Verona, 1994), Noto jazz festival (1996). Portogallo EXPO 98, Festival Sete Sois Sete Luas (Portogallo, 1999)., Clusone jazz 2000, Festival Jazz&wine ( Gorizia, 2000), Festival "Le voci del jazz" (Milano Auditorium, 2003), Iseo jazz, Siena jazz, Reggio Calabria Ecojazz (2004) Festival Villa Celimontana (Roma, 2005), Siena Jazz 2005, Novara Jazz 2007, Santannarresi Jazz (2009), Padova Jazz (2009), Udin&Jazz (2011), Iseo Jazz (2011). Vanta collaborazioni con Lew Soloff, Barre Philips, Bill Elgart, Olivier Manoury, Steve Swallow, John Hebert, Jeff Hirshfield, Ralph Alessi, Mat Maneri. Molto attivo nella didattica jazzistica, ha già pubblicato per la casa editrice ESI (Napoli) un libro sull’improvvisazione jazzistica a metà fra il didattico e l’autobiografico: Il profumo del jazz, e per la casa editrice LEPOS (Palermo), il libro Paul Bley, la logica del caso, ora tradotto in inglese per la Vehiculepress di Montreal. Oltre ai numerosissimi corsi e seminari tenuti, ha insegnato jazz al CDM e alla Nuova Milano musica di Milano, al Civico istituto Musicale "Brera" di Novara e ai Conservatori di musica di Sassari , Reggio Calabria e Alessandria. Attualmente è docente principale di jazz al Conservatorio di Venezia.

Alvise Seggi  è contrabbassista, insegnante e compositore. Ha conseguito, con il massimo dei voti, la laurea triennale in musica jazz presso il conservatorio di Bologna "G.B. Martini", e la laurea specialistica presso il conservatorio di Venezia "B. Marcello". Ha composto le musiche per il film di Antonio Scurati, "La stagione dell’amore" produzione Fandango (2008), e per il documentario "I libri non invecchiano (quasi mai, con l’età)" produzione Bompiani (2009), ed inoltre per alcuni cortometraggi (Kublai film), e per rassegne di cinema muto e musica improvvisata (Ombre Sonore 2007/08) e per sonorizzazioni d'ambiente per esposizioni d’arti visive (Palazzo Grassi 2010) e danza (C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca 2004). Ha partecipato, con varie formazioni a festival di musica etnica in Spagna, Francia, Slovenia e a numerosi festival di musica in Italia, Germania, Ungheria, Romania, Repubblica Moldava ed Africa. Ha suonato e ha collaborazioni con musicisti di fama internazionale, si è esibito come sideman in numerosi festival e rassegne di musica con artisti come: Elliott Sharp, Farhan Sabbagh, Pietro Tonolo, Mark Stockhausen, Olivier Manoury, Steve Piccolo, Fabio Morgera, Francesco Bearzatti, Marco Tamburini, Matt Renzi, Tammy Tang, Tim Spark, Alan Farrington, Roberto Taufic, David Boato, Roberto Rossi, Sandro Gibellini, Simone Guiducci, Fausto Beccalossi, Paolo Birro, Massimo Manzi, Arrigo Cappelletti, Stefano Battaglia, Fabrizio Puglisi, Marco Castelli, Jimmy Weinstein, Mauro Beggio, Jeff Davis, John Arnold, Claudio Filippini, Max Ionata, Rabih Beain, Paul Randolph e molti altri. Ha registrato con varie etichette: Splasc(h) records, Elefante Rosso, Morphin records, Res, Anelli records, Psycho Navigation, Lanquid, Alma music, Geophon, Planet Audio Guide. Attualmente e docente di basso elettrico e contrabbasso per i corsi liberi di jazz al conservatorio di Venezia "Benedetto Marcello" e di basso elettrico presso la scuola di musica "Il Suono Improvviso". Ha un progetto personale dedicato alle musiche di C. Mingus con il sestetto "Singum". Collabora inoltre con "Il Venice Jazz Club 4tet", l’orchestra di "Venezia Suona", "Upperground Orchestra" musica elettronica,"Ty LeBlanc & the Venice Soul Band", "Orunla Iya" afrocontemporaneo" e "Lagunaria" progetto di musica etnica e popolare.

Giovanni Natoli, nato a Venezia il 19 luglio 1965; inizia a suonare rock ma presto scopre il jazz di cui si appassiona immediatamente. Grazie all'ascolto di grandi come Art Blakey, Philly Joe Jones e, soprattutto di Elvin Jones, Shelly Manne e Tony Williams, decide di approfondire lo studio dello strumento. Apprende i primi rudimenti di batteria dal m. Paolo Pellegatti, durante i corsi del 1982 della scuola del "Suono improvviso". Grazie a questa innata predisposizione per la musica afroamericana presto inizia a suonare con musicisti della sua città. In particolare suona e incide con l'armonicista blues Paolo Ganz. Dopo una lunga pausa di "meditazione", durante la quale studia il sax alto per colpa dell'ascolto di Jackie McLean, ritorna alla batteria. Riprende a studiare con il M. Oscar Abelli a Parma e forma alcuni gruppi, quali l'Art Deco quartet, che riprende temi di Dexter Gordon, Joe Henderson, McCoy Tyner ecc. nella tradizione Blue Note. Verso il 1999 fonda quella che a tutt'oggi è l'unica formazione stabile e seria di jazz a Venezia, il "Torino jazz quintet", formazione nota in città che si esibisce regolarmente presso il "Bar Torino". Con lui Piero Bittolo Bon,Michele Carrara, Alvise Seggi, Federico Nalesso. Costituisce col contrabbassista Danilo Gallo e il sassofonista Nicola Fazzini il trio "Nagafaz" che rivisita i classici standard all'interno di una formazione "pericolosa" quale è tale trio, senza aggiunta di strumenti armonici. Suona inoltre con il quartetto "Purple jazz" di Tommaso Viola. Musicista antiaccademico, schivo, ricettivo ma dal suono ruvido e intenso, lamante di Elvin Jones,Tony Williams, Roy Haynes,Donald Bailey, Paul Motian, Frankie Dunlop si dedica con successo all'insegnamento della batteria soprattutto ai più giovani. Da anni tiene le sue lezioni presso la scuola "Mediasound" del Lido di Venezia e presso il Centro Culturale CZ95, della Giudecca. Ha realizzato una registrazione il intitolato "cober 678"; il nome del gruppo è Giovanni Natoli triumviri e la formazione vede Piero Bittolo Bon (alto sax e clarinetto basso) e Danilo Gallo (contrabbasso e basso acustico). Registrato nei bellissimi studi di Stefano Amerio ARTESUONO, a Cavalicco (UD), vede brani originali accanto a brani di Monk e Coleman e a un brano dei Black Sabbath. Grande libertà di esecuzione e alcune idee davvero originali. Entra a far parte della "Don Ciccio Philarmonic Orchestra", nella Primavera del 2007. Con questa giullaresca formazione, scioltasì nel 2009, esegue brani originali in uno stile che è un incontro tra Jannacci, Gaber e Conte, si esibisce a Casalecchio di Reno (Bo) e a Marghera, al Club "Al Vapore" per la rassegna "Ad Alta Voce" e ottiene un passaggio radiofonico e un'intervista su Radio2 per la trasmissione "Versione Beta". Con il cantautore Gerardo Balestrieri si esibisce il 10 novembre al Teatro Ariston di Sanremo per la finale del "Premio Tenco". E' batterista regolare della cantautrice Erica Boschiero Attualmente è titolare del nuovo progetto "ROLAND CIRCUS", omaggio a Rashaan Roland Kirk, Con Piero Bittolo Bon, Guglielmo Pagnozzi, Filippo Vignato, Alvise Seggi, Marco Quaresimin

 
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